racconto di Franco Vincenzi, Maggio 2026
Per chi ha la bontà di leggermi, sa che qualche volta ci ritroviamo fra amici che guidando il proprio Triride (propulsole elettrico anteriore per carrozzine) si divertono a stare in compagnia e a macinare km lungo le vie ciclabili del trentino o del veneto.
Il nostro Giorgio, instancabile promotore di escursioni, ci invita a fare un giro lungo la Val Venosta. Il programma molto chiaro e preciso è questo: ritrovo alla Stazione di Merano, si sale in treno e ci si dirige verso Lasa, che attualmente rappresenta il fine corsa della ferrovia, (il tratto successivo sino a Malles è chiuso per manutenzione), da li ci si dirige a Glorenza per poi ridiscendere sino al punto di partenza di Merano.
A Merano il primo attacco di panico, l’ascensore che porta ai binari centrali si rompe proprio nel momento in cui lo utilizziamo, per fortuna Giorgio con un paio di telefonate riesce a sbloccare la situazione e a farci attraversare i binari in sicurezza.
A Lasa scendiamo dal treno e ci dirigiamo verso Glorenza, famosa per i suoi porticati, per la sua cinta muraria, per essere il paese più piccolo della Val Venosta ha fregiarsi del titolo di Città. Qui decidiamo di fare pausa pranzo perché è lora giusta, ma senza perdere troppo tempo, in effetti ci aspettano ancora oltre 50 km per tornare a Merano. La ciclabile a scendere da Glorenza a Merano è tutta su percorso dedicato, prevalentemente asfaltato, da Sluderno a scendere costeggia il fiume Adige, che viene attraversato più volte, alcuni tratti scorrono proprio in mezzo alle coltivazioni della zona, insomma è davvero bella. Nei dintorni di Prato allo Stelvio facciamo un pit-stop caffè presso i Laghetti dei pescatori di Prato allo Stelvio, sono un’oasi di relax e natura situata nella splendida cornice del fondovalle della Val Venosta, a circa 880 metri di altitudine. Questi laghetti offrono una combinazione ideale di natura, sport e divertimento per tutta la famiglia, uno spazio di verde curato da far venir la voglia di fermarsi, di sdraiarsi in mezzo alla natura e alla tranquillità, ma non si può, si riparte. Poco prima del paese di Lasa troviamo un ulteriore punto di ristoro davvero bello e curato, con un piccolo parco giochi per i più giovani, con un punto ristoro frequentato. La tappa foto ricordo è d’obbligo ma poi via che di strada ce n’è ancora diversa. Scendiamo fino ad arrivare a Lagundo, e per scendere a Merano si devono fare 5-6 tornanti con una discreta pendenza, alla cui sommità c’è un punto panoramico “I Troni di Trauttmansdorff” molto bello che domina la vallata e Merano. La stazione di Merano, il nostro punto di arrivo ormai è nel mirino, restando in ciclabile e sempre lungo l’Adige guardiamo Merano da un punto di vista più naturalistico.
Quando poi arriva il momento di salutarsi un pizzico di malinconia arriva sempre perché la giornata in buona compagnia è stata davvero bella e fortunata, tutto è andato per il meglio e le risate non sono mancate. Un ringraziamento ad un super Tririder Giorgio che conoscendo e amando le sue montagne riesce sempre a coinvolgerci e un arrivederci a Simone e Maurizio: a presto ragazzi.


















































