Il racconto che vi propongo qui sotto, ci è stato regalato da due giovani soci della nostra associazione,
al secolo Caterina Biscaro e Alberto Danzi che fanno parte anche del Consiglio Direttivo del GALM ODV.
Il loro viaggio risale ad inizio mese di Giugno, ma volutamente da parte mia,
viene proposto oggi 20 Giugno 2026 come ringraziamento e augurio,
perché proprio oggi questa coppia di giovani, coronerà (così si usava dire una volta) la loro storia d’amore.
Alberto e Caterina
convoleranno oggi a giuste nozze e a nome di tutta l’associazione vorrei arrivasse a loro
(anche se da lontano) il mio e nostro più grande augurio per una vita di coppia serena e felice.
Siamo partiti da Verona Porta Nuova con un treno Trenitalia molto accessibile perché di nuova generazione. Questo tipo di treni non hanno più il problema delle scalette, quindi sono molto più accessibili per noi in carrozza (so che non c’entra molto con Venezia ma permettetemi di averlo detto perché lo trovo un bel passo avanti nei nostri confronti non essere più costretti a utilizzare su alcuni treni il sollevatore).
Come dicevo siamo partiti da Verona e siamo scesi a Venezia Santa Lucia, dove gli operatori della sala blu ci hanno consegnato una mappa di Venezia dove hanno installato rampe e bagni pubblici accessibili per disabili.
Con nostro stupore abbiamo visto che tutti i punti principali di Venezia tranne Rialto erano stati resi accessibili grazie a delle rampe mobili appoggiate sopra ai gradini dei ponti. Abbiamo preso il battello a Santa Lucia direzione Piazza San Marco. Sul battello possono salire al massimo due persone in carrozzina che vengono fatte accomodare sulla poppa del traghetto. La rampa di accesso e di discesa è un po’ ballerina ma dovuto al moto ondoso del canale.
Piazza San Marco abbiamo subito utilizzato la cartina per individuare il primo bagno disponibile molto pulito e tutto accessibile con personale educato e provvisto di chiave per l’uso esclusivo ai soli portatori di handicap. Consiglio se qualcuno volesse andare a Venezia di utilizzare un propulsore perché le rampe sui ponti sono molto lunghe appunto per favorire la pendenza a norma di legge.
Noi solo quel giorno abbiamo percorso quasi 20 km tra punti calle e piazze. Abbiamo pranzato in Piazza San Marco all’esterno perché purtroppo all’interno c’erano dei gradini ma grazie alla bella giornata non abbiamo avuto problemi. Siamo entrati nella basilica di San Marco dove anche lì c’è un percorso per chi utilizza la carrozzina, dove l’entrata è sul laterale e grazie a delle rampe interne si può visitare l’intera basilica. L’uscita si trova sempre sul laterale e da su un ponte che porta all’Arsenale di Venezia anche quello visitato grazie ai ponti resi accessibili.
Purtroppo, abbiamo constatato che i ponti minori e le piccole viette caratteristiche di Venezia non sono ancora accessibili, probabilmente per il poco spazio e la ripidità delle scale, non possono avere scivoli o pedane, però tutti i monumenti principali siamo riusciti a visitarli, Palazzo Ducale, Ponte dei Sospiri, Piazza San Marco, Ponte degli Innamorati, Ponte della CostituzioneNoi siamo stati appena dopo la biennale e ci dicevano che grazie a queste mostre e feste sono riusciti a mettere e lasciare queste rampe utilizzate in principio per gli addetti ai lavori e successivamente convertite per l’abbattimento delle barriere… Anche i taxi e i battelli sono quasi tutti completamente accessibili.
Seguono alcune immagini gentilmente concesse dalla coppia (una un po’ personale ma col permesso di usarla) per raccontare questa loro giornata e funzionale a questa loro storia d’amore che oggi, ricordiamolo, avrà il suo coronamento.
Grazie Caterina e Grazie Alberto e a voi due: Buona Vita.




















