… a Borgo Trento un luogo sicuro per chiedere aiuto

Il Centro Anti-Violenze si trova nel Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico dell’ospedale, è hub provinciale per l’assistenza sanitaria delle donne inviate anche dagli altri ospedali veronesi.

La violenza sulle donne è una presenza troppo spesso nascosta, che attraversa le relazioni e le mura di casa, insinuandosi nella quotidianità. A Verona, come nel resto del Paese, non è un fatto episodico né straordinario, è una realtà con cui i servizi sanitari e sociali si confrontano ogni giorno, lontano dai riflettori, ma con storie che parlano chiaro. E proprio per questo esiste una risposta che non si limita alla denuncia o all’indignazione, ma passa dall’accoglienza e dalla cura.

All’interno del Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico di Borgo Trento, diretto dal Prof. Stefano Uccella, opera da anni il Centro Anti-Violenze, hub provinciale per l’assistenza sanitaria delle donne inviate anche dagli altri ospedali veronesi. Non è un servizio occasionale né un presidio attivato solo nei momenti di maggiore attenzione pubblica, ma è un luogo che in 15 anni ha accolto, ascoltato e seguito più di 400 vittime, 39 nel 2024 e 35 nel 2025, numeri che raccontano una realtà continua, non episodica.

Il Centro è pensato per offrire protezione prima ancora che prestazioni sanitarie. Le donne vengono accolte in spazi separati dalla normale attività clinica, seguite esclusivamente da personale formato, in grado di intervenire nelle ore più delicate che seguono la violenza. Qui non si cura solo il corpo. La presa in carico è multidisciplinare e coinvolge ginecologi, psicologi, medici legali, infettivologi e altri specialisti riuniti nel gruppo interdisciplinare dedicato alla violenza sessuale femminile. È un percorso che accompagna la donna passo dopo passo, rispettandone tempi e scelte.

Dal punto di vista sanitario, il Centro garantisce screening per le infezioni sessualmente trasmesse, contraccezione d’emergenza, profilassi farmacologica e, quando necessario, prelievi tossicologici. Ma ha anche un ruolo fondamentale sul piano medico-legale: la raccolta delle prove e la loro corretta conservazione possono rivelarsi decisive se la vittima decide, anche in un secondo momento, di intraprendere un percorso giudiziario. Nulla viene imposto, tutto viene spiegato.

Accanto all’assistenza clinica, è centrale l’ascolto. Lo sportello psicologico consente alle donne di dare voce allo shock, alla paura, al senso di colpa che spesso accompagna la violenza. È qui che inizia, per molte, il cammino di ricostruzione. A coordinare questo lavoro complesso c’è la dottoressa Giovanna Del Balzo, referente aziendale per la violenza di genere, che sottolinea come il sistema sanitario sia spesso il primo luogo a cui una donna si rivolge, anche quando non riesce ancora a chiamare la violenza con il suo nome.

I dati confermano quanto il fenomeno sia radicato: nella maggior parte dei casi l’aggressore è una persona conosciuta e la violenza avviene tra le mura domestiche. Molte donne arrivano in ospedale con mezzi propri, spesso sole o accompagnate da familiari e amici. I segni fisici, nella maggioranza dei casi, non sono gravi, ma le ferite più profonde restano invisibili, nell’anima, nello spirito. Per questo è importante che le vittime capiscano che non si deve restare sole e che non è necessario avere timore di chiedere aiuto. Rivolgersi al Centro Anti-Violenze di Borgo Trento significa trovare un luogo protetto, personale preparato e un percorso di cura e ascolto che rispetta i tempi e le scelte di ogni donna.

L’impegno dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona si inserisce in una rete più ampia che coinvolge forze dell’ordine, servizi territoriali e centri anti-violenze, nel rispetto dell’autodeterminazione della vittima. Un lavoro quotidiano, lontano dai riflettori, che ricorda una verità essenziale: la violenza sulle donne non è un fatto straordinario, ma una realtà strutturale. Sapere che esiste un luogo sicuro, come il Centro Anti-Violenze di Borgo Trento, può fare la differenza nel momento in cui una donna decide di chiedere aiuto.