CUDE, ZTL e parcheggi, il Garante: “Per persone con disabilità due targhe attive insieme e meno burocrazia”

Il Garante per i diritti delle persone con disabilità chiede modifiche al regolamento del CUDE: due targhe riconosciute insieme ai varchi delle ZTL, senza più doverle scambiare online. E il contrassegno valido anche quando si cambia Comune di residenza

Il Parlamento sta lavorando alla riforma del Codice della Strada: solo pochi giorni fa ne è stato approvato lo schema di riforma in Consiglio dei Ministri. Tra le novità introdotte, anche l’obbligo, per i Comuni, di aderire alla Piattaforma unica nazionale del Contrassegno auto Disabili (CUDE).

La Piattaforma CUDE: novità e tempi attuativi

La piattaforma, lo ricordiamo, esiste già, e serve per facilitare gli spostamenti in automobile tra Comuni diversi, evitando al titolare del contrassegno di dover richiedere ogni volta nuove autorizzazioni per l’accesso alle Zone a traffico limitato (ZTL) e l’utilizzo dei parcheggi riservati, nei casi previsti.  Il problema è che l’adesione dei Comuni è sempre stata molto ridotta, poiché del tutto volontaria. Lo schema di riforma prevede ora che i Comuni saranno obbligati ad aderirvi.

In merito a questa novità, l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha chiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro per le Disabilità di rivedere le regole della Piattaforma nazionale, in vista della riforma del Codice della strada che deve ancora completare il suo iter, mentre, ricorda il Garante,  “i problemi pratici che i titolari del contrassegno incontrano ogni giorno richiedono risposte subito”. Il completamento dell’iter e la reale entrata in vigore della riforma dovrebbero infatti avvenire tra metà 2027 e inizio 2028.

Piattaforma CUDE: le richieste di modifiche

Il funzionamento della Piattaforma unica nazionale del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE) è stabilito da un regolamento contenuto nel decreto ministeriale del 5 luglio 2021, ed è su questo che il Garante ha deciso di intervenire. Vediamo le richieste di modifica:

1. Due targhe associate al CUDE

Oggi al CUDE si possono associare due veicoli, ma ne viene riconosciuto uno solo. Per usare l’altro bisogna prima invertire le targhe online con SPID o CIE, come accade a Roma dal 22 agosto 2026.

Il Garante definisce questa modalità un ostacolo per le famiglie che si alternano alla guida e per gli anziani accompagnati da familiari diversi. Per questo motivo l’Autorità chiede di modificare il decreto perché entrambe le targhe siano attive insieme, mantenendo i controlli contro gli abusi e fermo restando il limite di due.
Allo scopo, l’Autorità propone la revisione degli articoli 3, 5 e 6 del D.M. 5 luglio 2021 per consentire che entrambe le targhe registrate (fino al limite massimo di due veicoli) siano contemporaneamente operative nei sistemi automatizzati di controllo degli accessi a ZTL e corsie riservate.

2. Continuità del CUDE anche in caso di cambio residenza

Il CUDE, inoltre, è personale e vale in tutta Italia, eppure, ricorda il garante, alcune amministrazioni chiedono a chi cambia residenza di rifare la pratica e le visite mediche. L’Autorità ribadisce che il contrassegno deve restare valido fino alla scadenza e che eventuali aggiornamenti devono avvenire con procedure semplici e uniformi, senza nuovi accertamenti sanitari. L’Autorità chiede che l’aggiornamento anagrafico e l’eventuale rilascio del nuovo documento avvengano con procedure amministrative d’ufficio e automatizzate tramite interoperabilità tra banche dati.

3. Comunicazione d’urgenza dopo il passaggio del veicolo

Il Garante propone l’introduzione di una procedura nazionale uniforme che consenta di comunicare a posteriori (ad esempio entro 48 ore) l’utilizzo di un veicolo non preventivamente attivato o non registrato, tutelando la persona con disabilità in caso di necessità sanitarie, assistenziali o situazioni urgenti non programmabili.

«Le procedure digitali devono semplificare la vita delle persone con disabilità, non aggiungere ostacoli», ha dichiarato il Collegio dell’Autorità Garante, composto dal Presidente Maurizio Borgo, dal Componente Vicario Francesco Vaia e dal Componente Antonio Pelagatti. «L’obbligo di adesione per i Comuni, che chiediamo da tempo, è una buona notizia, ma i tempi non sono brevi. Intanto interveniamo sugli aspetti operativi, perché un problema di una piattaforma informatica non può mai limitare la libertà di movimento dei cittadini con disabilità».