la barca a vela di EoS la Vela per tutti

Eos è la dea dell’alba nella mitologia greca.
È un nome che richiama simbolicamente rinascita, energia, apertura.

I volontari dell’associazione veronese “Eos La Vela per Tutti” attraverso lo sport mettono in pratica percorsi riabilitativi per le persone con disabilità.

Come scrive Il Corriere della Sera, da 25 anni l’impegno è quello dei volontari dell’associazione veronese “Eos la vela per tutti”. La vela, grazie al suo rapporto stretto con la natura, è da sempre sinonimo di libertà. Avere il vento tra i capelli, viaggiando quasi sospesi sull’acqua, è un’esperienza che non lascia mai indifferenti. Può diventare però anche un mezzo per provare a ripartire dopo un incidente e vivere insieme ad altre persone un momento di socialità. Ad aiutare in questa impresa, ci sono i volontari dell’associazione veronese “Eos La Vela per Tutti”, che attraverso lo sport mette in pratica percorsi riabilitativi per le persone con disabilità.

L’idea di offrire a tutti la possibilità di salire in barca a vela è venuta al giudice Michele Dusi nel 2001. Lui, già appassionato di questo sport, voleva continuare a praticarlo anche dopo un incidente che l’aveva portato a usare una carrozzina, permettendo ad altri pazienti paraplegici di fare lo stesso. Questa attività sportiva è infatti anche un lavoro di squadra, un modo per stare insieme e superare un momento difficile dove spesso, da un giorno all’altro, la vita non è più la stessa. Partito inizialmente come progetto riabilitativo in collaborazione con l’Unità Spinale dell’Ospedale di Negrar, nel Veronese, l’associazione ha poi continuato a promuovere la vela come percorso di benessere psico-fisico: “All’inizio arrivavano da noi soprattutto persone con paraplegia, poi col tempo abbiamo avvicinato tutti i tipi di disabilità, non solo motoria: dai bambini emopatici ai ragazzi con disturbi dello spettro autistico, offrendo a tutti la nostra esperienza maturata negli anni” spiega Monica Pazzaglia, presidente dell’associazione dal 2022 e volontaria dall’inizio del progetto. C’è poi chi, una volta entrato in contatto con il mondo velico, non è più riuscito a farne a meno. Tra questi, ad esempio, Roberto Zecchinato, partito in questa avventura dopo un grave incidente avvenuto 38 anni fa, e ora consigliere dell’associazione. Il primo contatto risale al 2012, quando il circolo nautico di Brenzone, insieme all’Inail, portava avanti il progetto “Spiega La Vela”, usando proprio le barche di Eos: “Ero partito – racconta – praticando diverse discipline sportive per le persone con disabilità poi, già dalle prime uscite in barca, mi sono innamorato di questo sport. All’inizio avevo paura, quando lo scafo si inclinava troppo e prendeva velocità, ma poi, dopo aver capito che ero in totale sicurezza, ho cominciato ad apprezzare tutto il resto: il silenzio, il rumore del vento e delle onde, le risate con i ragazzi che erano con me. Abbiamo una barca attrezzata, con le cinghie di sostegno per non cadere, e, una volta che sei partito, non esiste più la disabilità, rimane a terra insieme alla carrozzina”.

L’aiuto dei partner – L’associazione consente a tutti di partecipare gratuitamente alle uscite a Castelletto di Brenzone sul Lago di Garda e vanta anche una squadra che partecipa alle regate, ottenendo risultati come il primo posto al Cimento invernale 2023/24. Il problema è affrontare enormi sforzi per coprire i costi di gestione dell’imbarcazione, con le piccole manutenzioni spesso sostenute dagli stessi volontari e dai velisti: “La nostra barca di nove metri – aggiunge la presidente – aveva ormai 25 anni ed era necessaria una manutenzione straordinaria. Grazie all’aiuto di BCC Valpolicella Benaco siamo riusciti a pagare l’assicurazione e il posto barca per due anni e grazie alla Fondazione Piani di Clodia ad avere il giro di vele nuovo, ovvero l’assetto completo che comprende il fiocco e la randa. In questo modo possiamo continuare a offrire le uscite in barca a tutti”.