persona disabile in carrozzina al computer

Dati incerti e occupazione fragile in Italia

Pochi inserimenti stabili e sistema da rafforzare

È stata presentata la 12esima relazione al Parlamento sull’attuazione della legge 68 del 1999, che evidenzia criticità nel sistema di inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Gli stessi estensori segnalano dati poco affidabili, a causa di carenze informatiche e controlli insufficienti nella raccolta delle informazioni, oltre a diseguaglianze territoriali, di genere e legate alla tipologia di disabilità. Nel 2023, gli iscritti ai centri per l’impiego risultano 880.997, ma le stime indicano che dovrebbero superare il milione, con almeno 200.000 persone che mancano all’appello.

Sul fronte occupazionale emergono forti difficoltà: dal 2015, con il decreto legislativo 151 del 2015, le aziende possono assumere direttamente lavoratori con disabilità, riducendo il ruolo del collocamento pubblico. In 10 anni sono stati registrati 401.847 avviamenti al lavoro, pari a circa 40.000 l’anno, ma solo il 16,28% mantiene l’occupazione nel lungo periodo, mentre l’83,72% perde il posto entro un anno.

A fronte di questi dati, restano scoperti 178.328 posti nelle quote obbligatorie previste dalla legge. Il quadro complessivo evidenzia un sistema fragile, con inserimenti limitati e spesso precari. Per rispondere a queste criticità, il governo ha approvato il Piano d’azione triennale 2026-2028, firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che punta a rafforzare inclusione e accesso al lavoro con nuove misure a sostegno di persone e imprese.