Caludio Calligaris, Presidente dell’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia

sottotitolo : Disavventure

Lufthansa e WINDTRE: meglio conoscerli.
Ma anche con gli ausili non va meglio: troppi guasti e rotture.
di Claudio Calligaris

Mi ritengo una persona abbastanza calma e accomodante.
Difficilmente mi arrabbio seriamente: di solito “mi faccio scivolare addosso” le cose.
Tuttavia, qualche volta occorre arrabbiarsi un po’, protestare e pretendere i propri diritti.
Anzi, mi sento di dire che questo dovrebbe diventare un metodo costante: senza arrabbiarsi inutilmente, ma anche senza farsi prendere per i fondelli. Perché sono in tanti quelli che si approfittano, o perlomeno ci provano.

Vi racconto due episodi che mi sono accaduti recentemente e per i quali ho dovuto protestare.

Primo episodio – Estate

Durante un trasbordo tra due voli, a Francoforte, hanno ben pensato di distruggermi il Triride e danneggiarmi anche la carrozzina.
Poiché questi ausili non sono considerati bagagli, le assicurazioni tipo Europ Assistance non prevedono rimborsi: bisogna quindi rivolgersi direttamente alla compagnia aerea, in questo caso Lufthansa.

Dopo lunghe interlocuzioni via e-mail, invio di fatture e varia documentazione, la loro proposta è stata un risarcimento per la carrozzina e nulla per il Triride, nonostante la denuncia di danneggiamento in aeroporto fosse stata fatta specificamente per quest’ultimo.
Niente da fare: irremovibili.

Non è rimasto che rivolgermi a un’associazione dei consumatori, Federconsumatori.
È bastata la “minaccia” di un’azione legale perché ciò che non avevo ottenuto in quattro mesi si risolvesse positivamente nel giro di una settimana.

Secondo episodio – Autunno

In autunno ho avuto la malaugurata idea di cambiare contratto telefonico, pur restando con lo stesso gestore: WINDTRE.
Mi reco nel negozio del centro commerciale di Pradamano e, dopo vari tentativi e proposte inconcludenti, ne esco con un nuovo contratto. Installo e tutto funziona bene.

È quindi il momento di chiedere l’agevolazione del 50% prevista per le persone disabili, agevolazione che avevo già con il contratto precedente.
Preparo la documentazione – che ora non si può più inviare autonomamente – e la inoltro tramite lo stesso negozio.

Dopo qualche giorno mi chiama l’assistenza per dirmi che l’agevolazione non può essere concessa.
Non chiedetemi il motivo: dopo aver parlato con almeno mezza dozzina di operatori, sinceramente non l’ho capito.
Chiedo quindi ad Alessia (segretaria dell’associazione) di inviare una PEC dall’associazione a WINDTRE e ricevo come risposta un lapidario: «pertanto non è possibile accogliere la tua richiesta».

Ancora una volta non resta che tornare da Federconsumatori. Questa volta servono alcune settimane, ma alla fine ottengo il ripristino del contratto precedente, sconto compreso.

E allora viene spontaneo chiedersi: che senso hanno queste dissennate scelte commerciali, visto che alla fine comportano costi maggiori anche per gli stessi fornitori dei servizi?
Evidentemente fanno affidamento sul fatto che la gente, in genere, subisca e non reclami.
Ma noi, invece, reclameremo alla grande.

P.S.

Visto che stiamo parlando di malfunzionamenti, aggiungo un’ulteriore esperienza negativa, anche per capire se sono io particolarmente sfortunato o se queste cose capitano anche a voi.

Mi è capitato di bucare un cuscino Roho.
Arrivato a casa, mi siedo su un’altra carrozzina e anche quest’altro cuscino, sempre Roho, scoppia: si stacca il beccuccio della valvola.
Da buttare.

L’altro lo porto a riparare, lo ritiro, lo monto in carrozzina, mi siedo e… scoppia di nuovo la valvola.
Da buttare anche questo. Due su due.

Quasi contemporaneamente, durante la “gita sociale” a Barcis, si è guastato anche il propulsore di una nostra socia, un Pandhora EP3 Smart.

Secondo me c’è davvero qualcosa che non va!

La domanda sorge spontanea: possono strumenti così delicati e costosi, verificati e certificati, essere davvero così fragili?
A voi la risposta.

P.P.S.

Purtroppo non è finita.
Passano alcuni giorni e il mio montascale Garaventa si blocca a metà percorso, con me sopra. Non è la prima volta: succede quasi sempre nei festivi o in orari serali.

Fortunatamente l’assistenza, anche se l’episodio è avvenuto di notte, è stata molto efficiente e in meno di un’ora sono riuscito a tornare a letto.
Tuttavia, tutti i dubbi sull’affidabilità degli ausili rimangono.

P.P.P.S.

So che non mi crederete, ma esattamente una settimana dopo il montascale si è guastato definitivamente, ancora una volta con me sopra.

P.P.P.P.S.

Se l’assistenza per il montascale, affidata alla ditta Modesto di Tarcento, è stata impeccabile, non altrettanto si può dire per il propulsore elettrico della nostra socia.
E allora mi chiedo: poiché parliamo di oggetti non voluttuari, ma essenziali alla vita delle persone disabili, non dovrebbe forse esistere una normativa che obblighi i produttori a garantire un’assistenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno?

P.P.P.P.P.S.

Da ultimo, vi chiedo di segnalare in segreteria tutti i guasti di una certa rilevanza che capitano ai vostri ausili.
Solo così potremo farci un’idea più precisa della loro reale frequenza.

Un pensiero su “Perché si devono sempre reclamare i propri diritti”

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