Un viaggio nel tempo tra mura millenarie, sapori fluviali e mosaici d’oro.
Sulle sponde del fiume Adda, nel bel mezzo della pianura padana nella provincia di Cremona, sorge Pizzighettone, una delle città murate meglio conservate di tutta la Lombardia. Passeggiare tra le sue vie storiche significa concedersi un viaggio a ritroso nel tempo, guidati dallo splendore di un patrimonio architettonico unico nel suo genere.
La giornata non può che iniziare che passeggiando tra i vicoli del centro, applicando la regola dello “slow tourism” che invita a rallentare il passo e ad ammirare l’abbraccio delle imponenti fortificazioni rinascimentali che disegnano i contorni del borgo. Anche una tappa sul ponte “Trento e Trieste” che unisce il capoluogo alla “frazione” di Gera. Le visite guidate alle mura e alle chiese sono ormai possibili solo il pomeriggio per cui decidiamo di approfittarne per un pranzo in una trattoria situata a pochissimi passi dal letto del fiume. Quasi obbligatorio un assaggio della cucina locale fatta di salumi e gnocco fritto ma non solo.
Il pomeriggio è invece dedicato alla grande storia, grazie alla accoglienza dei volontari del GVM (Gruppo Volontari Mura). Con passione e preparazione, il nostro giovane accompagnatore ci apre le porte della imponente cerchia muraria, conducendo i visitatori all’interno delle celebri casematte: suggestivi ambienti con volte a botte intercomunicanti che anticamente servivano da difesa del borgo. Si tratta di un’esperienza anche inclusiva perchè l’intero percorso dentro le mura monumentali è quasi totalmente accessibile a tutti, richiedendo solo un briciolo di attenzione in alcuni nei brevi tratti caratterizzati da una pavimentazione in ghiaino, in questi casi potrebbe servire una spinta.
Conclusa la passeggiata dentro e fuori le “casematte” entriamo nella Chiesa parrocchiale di San Bassiano a Pizzighettone che è uno dei monumenti più antichi del cremonese, fondata nel 1158 dai profughi lodigiani in fuga dalle distruzioni del Barbarossa. E’ sicuramente da visitare, l’esterno conserva una solida impronta romanico-lombarda in cotto, con un leggero rosone decorato, mentre all’interno, sulla controfacciata troviamo l’affresco della Crocifissione dipinta da Bernardino Campi intorno al 1545. Nella cappella della Madonna del Rosario sono custoditi tre rari e squisiti altorilievi marmorei del Trecento.
Attraversando l’Adda per esplorare la sponda destra, il nostro itinerario di visita si conclude nella pittoresca frazione di Gera. È qui che si erge il Santuario di San Pietro, un edificio di origine settecentesca che custodisce una storia di profonda devozione. Sopravvissuto miracolosamente ai devastanti bombardamenti del 1945 che distrussero il vicino ponte ferroviario, il santuario è stato trasformato a partire dal secondo dopoguerra grazie alla visione del carismatico parroco don Pietro Mizzi. Oggi, sia la facciata esterna che gli spazi interni brillano grazie ad una serie di coloratissimi mosaici dorati che avvolgono l’intera struttura, ritraendo splendide scene bibliche e mariane e che lasciano il visitatore a bocca aperta.
Questo santuario è chiuso nel periodo invernale.
Nota per gli amici “carrozzati”: purtroppo l’ingresso a questa bella chiesa presenta barriere architettoniche: due piccoli gradini all’ingresso principale ed uno 12 cm circa sull’ingresso laterale. Non sono presenti pedane rimovibili, per cui per entrare in carrozzina si necessita di assistenza.





































































