cartello stradale di Pellestrina

Ci sono percorsi che si fanno per il piacere di lasciarsi sorprendere.

Appartiene a questa categoria la ciclovia che da Jesolo conduce a Pellestrina, passando inevitabilmente dalla centrale isola del Lido di Venezia. E’ un itinerario che regala scorci continuamente diversi, dove il mare e la laguna si rincorrono e accompagnano noi TriRiders in un viaggio lento e affascinante.

Per esigenze di viaggio e di rientro veloce, io mi sono recato in quel di Cavallino, parcheggiando l’auto proprio difronte a dove ha inizio la parte più suggestiva di questo percorso, di questa ciclabile per lunghi tratti esposta sulle acque della laguna ed ho aspettato i miei tre compagni di scarrozzata che invece sono partiti da Jesolo e che puntualmente come da crono-programma mi hanno raggiunto intorno alle 9,30.

Lasciata Jesolo alle spalle, dove restano gli alberghi e il lungomare di Jesolo, mentre compaiono orti, valli da pesca, canneti e le tipiche bilance da pesca della laguna veneziana, si entra gradualmente nell’atmosfera più autentica del litorale veneziano. Il tratto che attraversa il Cavallino-Treporti è già di per sé suggestivo, ma il vero gioiello del percorso è la spettacolare ciclabile a sbalzo che collega Cavallino a Punta Sabbioni. Qui la pista sembra letteralmente sospesa sull’acqua: da una parte la laguna di Venezia, dall’altra gli specchi d’acqua che riflettono il cielo e il passaggio lento delle imbarcazioni.

Volevo scrivere “sfrecciare” con le nostre carrozzine su questa struttura è un’esperienza particolare, lo è al punto tale che ce la siamo gustata con un andamento lento come descritto all’inizio. Lo sguardo può spaziare lontano, inseguendo i profili delle isole lagunari e le geometrie delle barene (cespugli o ciuffi d’erba tipici dell’ambiente lagunare) e i piccoli canali che si formano. È uno di quei luoghi in cui viene naturale rallentare, fermarsi per una fotografia o semplicemente per godersi il panorama.

Da Punta Sabbioni il viaggio continua via acqua, con il vaporetto che conduce al Lido di Venezia. Ci imbarchiamo senza alcuna difficoltà con i ns Triride grazie anche ad una passerella appositamente posizionata dagli operatori del vaporetto, e in caso di bassa marea potrebbe servire una spintarella perché la ruota anteriore, vista la possibile pendenza, potrebbe slittare. Anche qui sapientemente guidati dal nostro esperto di zona, ritroviamo subito il percorso piacevole e pianeggiante che attraversa l’isola da nord a sud.
Il Lido mostra un volto diverso rispetto alla Venezia monumentale che conosciamo un po’ tutti, fatto di eleganti ville Liberty, di viali alberati, di piccoli canali interni che fungono anche da ricovero imbarcazioni, di stabilimenti balneari affacciati sull’Adriatico e sullo sfondo si intravede la laguna con il profilo di Venezia.
Raggiunto l’estremo meridionale del Lido, un secondo breve attraversamento di pochi minuti con un traghetto, sul quale si imbarcano anche auto e mezzi di trasporto pubblico, ci conduce infine sull’isola di Pellestrina, una sottile lingua di terra lunga circa undici chilometri che separa la laguna aperta dall’Adriatico e dove il paesaggio cambia ancora.

Qui il tempo sembra avere un ritmo diverso, ancor più lento e rilassante. La strada che percorre l’isola è tranquilla, quasi priva del traffico che caratterizza le località più turistiche, e attraversa piccoli centri abitati dove le case colorate si affacciano le une accanto alle altre raccontando una lunga tradizione marinara. Subito dopo essere scesi, lasciando la strada principale, prendiamo il percorso ciclabile e ci addentriamo nei piccoli nuclei di case, alternando vedute della laguna, pontili, orti, a tratti in cui il mare è a un metro. La bellezza dell’isola risiede proprio nella sua atmosfera, nel silenzio, nei colori e nel rapporto ancora stretto tra gli abitanti e il mare.

Tra i ricordi che più facilmente restano impressi c’è la passeggiata lungo i Murazzi, la storica barriera in pietra che protegge l’isola dalle mareggiate. Qui il rumore delle onde accompagna il cammino e lo sguardo corre libero verso l’orizzonte. È un luogo che racconta secoli di rapporto tra Venezia e il mare, ma che oggi invita semplicemente a fermarsi qualche minuto per ascoltare il vento e godersi il panorama. Noi l’abbiamo affrontata nell’intento di poter visitare anche la punta sud di Pellestrina, ma la natura ha preso il sopravvento, viene suggerito di lasciare anche le biciclette, prima di addentrarsi nell’oasi naturalistica di straordinario valore ambientale che si è creata.
Oggi Ca’ Roman è conosciuta per la sua natura incontaminata, ma per secoli fu un presidio militare strategico a difesa della laguna. Tra dune e vegetazione sopravvivono ancora tracce di questo passato, che aggiungono fascino a uno dei luoghi più suggestivi di Pellestrina.

Il nostro viaggio in laguna non finisce così, adesso si deve tornare al punto di partenza, ma la soddisfazione di una bella giornata, passata in bella compagnia ci fa affrontare con soddisfazione i numerosi chilometri che ci separano dal punto di arrivo (in totale saranno più di 90), gustandoci per finire anche uno splendito tramonto rosa.

Ringrazio e saluto i miei compagni di viaggio Giorgio, Simone e il “local” e nostra guida Enio che ci ha suggerito l’escursione e guidato durante tutto il percorso.

ciclabile da Jesolo a Cavallino
ciclabile da Jesolo a Cavallino
una parte della ciclopedonale sull’isola di Pellestrina