13 Dicembre … ci siamo fatti il regalino di Santa Lucia.

Ad ispirare questa nostra uscita era stato un articoletto che parlava dei mercatini e presepi lungo i canali del paese di Comacchio nella provincia di Ferrara, ma andiamo con ordine.
Una giornata invernale, per nostra fortuna soleggiata con una lucentezza dei giorni migliori. Desiderio di Lina, la mia dolce metà, espresso tempo addietro era quello di visitare, qualora fossimo stati in zona, l’Abbazia di Pomposa e le festività natalizie imminenti ci hanno spinto ad una giornata da dedicare al sacro ed al profano senza dimenticare di soddisfare anche il palato.

La strada che ci separa dalle nostre mete non è proprio poca cosa, a fine giornata i km percorsi sono risultati 350 circa. La prima tappa è l’Abbazia di Pomposa.

E’ un sabato tranquillo, un paio di comitive in visita ma gli spazi ci consentono una visita con i nostri tempi, con i nostri spazi. Riusciamo a parcheggiare l’auto molto vicino, dove sono collocati anche un bar ed un ristorante.

L’Abbazia di Pomposa è considerata una delle abbazie più importanti dell’Italia settentrionale. Si trova a Codigoro, lungo la Romea, ed è un antico monastero benedettino risalente tra VII e IX secolo, poi ampliato fino al XII secolo.  È un capolavoro di stile romanico con un campanile altissimo (48 metri) che domina la pianura del Delta del Po, caratterizzato da nove piani percorribili fino a quello delle campane con il progressivo ampliamento delle aperture da monofore a luce crescente, a bifore, trifore e quadrifore man mano che l’altezza aumenta, i “tecnici” descrivono questa scelta come un espediente per l’alleggerimento strutturale, mentre per i credenti serve ad esaltare il senso di ascensione dello spirito verso l’alto. L’interno conserva affreschi e mosaici di grande valore, testimonianza del suo ruolo culturale nel Medioevo. Nacque come piccola comunità monastica in un’area allora isolata e paludosa, tra due rami del Po e vicino al mare.  Nel Medioevo divenne un centro spirituale e culturale tra i più importanti d’Europa.
Fanno parte del complesso, raggiungibili e visitabili attraverso un piccolo chiostro, anche:

  • Sala del Capitolo – uno degli ambienti principali della vita monastica, dove si riunivano i monaci per le decisioni comunitarie.
  • Refettorio – la sala dove i monaci consumavano i pasti, spesso decorata e di grande valore storico.
  • Dormitorio dei monaci – l’antico spazio destinato al riposo della comunità benedettina.
  • Palazzo della Ragione – edificio civile collegato al complesso monastico, visitabile come parte del percorso storico.

Proprio accanto al ristorante di cui si parlava sopra, segnalato da apposito cartello, inizia un percorso chiamato passeggiata in vigna, che permette al visitatore di immergersi nel vigneto retrostante, ed avere un punto di vista diverso sul complesso dell’Abbazia, (perfettamente carrozzabile).

Dopo un paio di orette, terminata la visita, ci rimettiamo in moto in direzione di Comacchio, dove parcheggiamo proprio in centro ma vista l’ora, meglio una pausa ristorativa al caldo con grande soddisfazione per il nostro palato (bagni non accessibili).

Nel pomeriggio visitiamo Comacchio, iniziamo con la Basilica Concattedrale di San Cassiano Martire, una grande chiesa a navata unica edificata nel ‘700 con facciata in mattoni. Accanto ad essa la particolare Torre Campanaria. Poi ci incamminiamo per conoscere qualcosa di Comacchio, dei suoi canali, credo non siamo molti al giorno d’oggi quelli ancora navigabili, capendo così perché talvolta viene chiamata la Piccola Venezia. Prima che si accendano le luminarie natalizie, è bello passeggiare perché la gente non è molta, poi però il numero di visitatori cresce. Ponti e ponticelli non si contano, superarli con le carrozzine è impossibile, ma ci sono percorsi alternativi che ti consentono di aggirare l’ostacolo. Sotto ogni ponte un piccolo presepe, in ogni canale una luce natalizia, ma come in tutti i piccoli paesi, i mercatini sono limitati ad una sola via. Sono contento di aver visitato anche Comacchio, di aver visto il famoso ponte dei Trepponti che è il simbolo di Comacchio, un complesso architettonico costruito nel 1638, un ponte unico, formato da cinque rampe che convergono in una piazza sopraelevata, funzionava come porta fortificata della città per chi arrivava dal mare lungo il canale navigabile Pallotta ed è stato costruito in laterizio e pietra d’Istria, tipici materiali dell’epoca. Accanto al fabbricato dell’antica pescheria, che per natale ospita qualche altra bancarella ed un presepe, proprio ai piedi del predetto Trepponti, ci prendiamo un’ultima pausa per gustare una bevanda tipica di queste giornate freddine utile a riscaldarci un po’, poi qualche altra foto con le luci accese e poi si rientra a casa, contenti delle nostre visite.

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