Vincenzi Franco a Villa D'Este, Tivoli

Anche quest’anno, per rispettare una piccola tradizione che condividevamo con l’amico Sergio che purtroppo non c’è più, abbiamo deciso di trascorrere l’ultimo giorno dell’anno fuori casa.

Lina, per mia fortuna sempre accanto a me, mi ha assecondato ed insieme, martedì 30 dicembre 2025 siamo partiti alla volta di una zona turistica che conoscevamo solo di nome: i Castelli Romani.

Il viaggio d’andata per fortuna è filato via liscio.
La nostra prima tappa è Frascati. Quello che ci colpisce per prima cosa è il traffico e le macchine parcheggiate ovunque, caratteristica questa comune a tutta la zona, la seconda è il continuo sali scendi delle vie e dei vicoli. Un posto proprio adatto alle carrozzine (ironicamente parlando). Le chiese sono tappe obbligatorie, perché è al loro interno che sono conservate vari tipi di opere d’arte. La prima che visitiamo è appunto quella di Frascati, la Cattedrale di San Pietro Apostolo, maestosa la facciata che da sulla omonima piazza, che ospita anche una antica fontana, ma purtroppo, e questa non sarà la sola circostanza, non è possibile visitare l’interno perché l’ingresso per le carrozzine è laterale, e tanto per cambiare chiuso a chiave con campanello al quale non risponde nessuno. Anche il telefono di quella parrocchia è suonato a vuoto. Mi sono accontentato di alcune foto scattate da mia moglie.
Riprendiamo la macchina per spostarci alla successiva meta sempre in Frascati, precisamente Villa Aldobrandini, che sappiano non essere visitabile all’interno, ma per la sua mole, per la sua posizione, per il parco che scende sino in città merita sicuramente una breve visita.

La seconda tappa di questa nostra prima giornata in giro per i Castelli Romani, è a Grottaferrata dove intendiamo visitare l’Abbazia di San Nilo, Monastero di Santa Maria di Grottaferrata. Un complesso monastico racchiuso all’interno di fortificazioni degne di un castello, con una chiesa piccola ma molto bella, curata, in parte ricostruita, e di un polo culturale (all’interno un interessante museo e un centro di restauro dei libri). Tutto accessibile anche il piccolo presepe allestito li accanto. Visita sicuramente consigliata.

Di km per oggi ne abbiamo fatti abbastanza, per cui decidiamo di dirigerci verso il nostro hotel, posizionato sul lato opposto del centro paese di Castel Gandolfo da cui dista pochissimi km.
La location è splendida, il paesaggio di quelli da ammirare, l’hotel risponde alle ns aspettative, ed anche il collegato ristorante dove abbiamo deciso di mangiare per non muoverci più con l’auto. È tutto accessibile con la carrozzina, ed hanno anche una stanza con servizi adattati.

31.12.2025 – Il crono programma per l’ultimo giorno dell’anno prevede per prima una visita ad Ariccia, dove visitiamo Palazzo Chigi, che è uno dei più importanti esempi di dimora barocca italiana, situato nel cuore dei Castelli Romani. Trasformato in una fastosa residenza ducale dalla famiglia Chigi nel XVII secolo, il palazzo deve il suo aspetto attuale al genio di Gian Lorenzo Bernini, che lo progettò in collaborazione con l’architetto Carlo Fontana. Insieme alla prospiciente Collegiata di Santa Maria Assunta, anch’essa berniniana, costituisce il fulcro monumentale di Piazza di Corte. Il Piano Nobile conserva gli arredi originali del XVII secolo, inclusi rari parati in cuoio di Cordova e opere di grandi maestri. Per chi interessa c’è al secondo piano un ricco Museo di Opere del Barocco Romano.

Prima di andarci a sedere in una delle più classiche “fraschetterie”, cosa da fare assolutamente, si mangia bene e si spende il giusto, facciamo una passeggiata verso il “belvedere”, una piazzola creata apposta per poter ammirare il panorama che circonda una parte di Ariccia, per poi risalire ed ammirare anche il famoso Ponte Monumentale, un viadotto molto importante, costruito intorno al 1850 per superare la profonda valle che rendeva difficile l’attraversamento dalla via Appia.

La seconda parte della giornata è dedicata alla visita di Albano Laziale.
L’anfiteatro romano è di difficile visita anche esternamente perché lungo una strada con traffico. Scendiamo a Piazza Mazzini, l’attiguo Parco di Villa Doria, lo troviamo in un discreto stato di abbandono e dalla piazza sicuramente non accessibile. La nostra passeggiata per Albano inizia salendo alla Chiesa di San Paolo (Santuario di San Gaspare del Bufalo). L’impronta dall’esterno è sicuramente interessante, internamente mi ha affascinato meno. Viene indicata come accessibile, ma per l’ingresso bisogna passare da Piazza San Paolo e dall’interno del Collegio Missionario con un piccolo elevatore. Riscendiamo verso il centro, e da qui in poi non troveremo nulla di aperto, per cui ammireremo, solo dall’esterno, la Cattedrale di San Pancrazio e la vicina Piazza Pia, dove ci sono ragazzini che si stanno allenando a far fuochi. Anche il Santuario di Santa Maria della Rotonda, è una tappa consigliata (non accessibile), ma aimè non siamo fortunati. Di Porta Pretoria si possono ammirare solo una parte degli antichi resti e della Chiesa di San Pietro, scopriamo essere temporaneamente chiusa, possiamo ammirare solo l’esterno ed il suo campanile in stile romanico molto bello.

Le luci della sera incombono e noi decidiamo di tornare verso l’hotel per prepararci per il cenone, ma prima passiamo con tutta calma lungo le rive del Lago di Albano noto anche come lago di Castel Gandolfo. È un lago vulcanico, il più profondo d’Italia e offre spiagge attrezzate, attività sportive e localini vari per aperitivi e quant’altro.
Arriva quindi il momento di festeggiare il passaggio al nuovo anno, il Cenone si è rivelato davvero all’altezza, per la location, per la gestione sala, per il cibo, per la musica soft, per il ns brindisi finale.

01.01.2026 – Ed è arrivato il primo giorno dell’anno. Ci si alza con calma, si fa colazione e poi, nella consapevolezza che proprio perché è il 01 Gennaio, quindi con tutto chiuso in giro a parte qualche locale, quello di oggi sarà un bel giro turistico per i paesini ricompresi nella cosiddetta zona dei Castelli Romani. Attraversiamo monti e boschi, in una giornata fortunatamente di luce, di sole, con paesaggi secchi, brulli, tipicamente invernali, e con strade poco affollate e ci dirigiamo come prima tappa a Rocca Priora che è il comune più alto dei cosiddetti “Castelli Romani”, situato a un’altitudine di 768 metri s.l.m. Ha un piccolo centro storico medievale ben conservato, offre una vista panoramica che spazia fino a Roma e al litorale. Palazzo Savelli è la sede comunale, è il simbolo architettonico del borgo posto proprio sul punto più alto del paese. Una breve sosta, una breve passeggiata, qualche foto ricordo e si riparte per un’altra “rocca”.

Riattraversiamo in parte i boschi appena percorsi, ed arriviamo a Rocca di Papa, posizionata proprio nel cuore del Parco Regionale dei Castelli Romani, ed è celebre per il suo borgo medievale arroccato e le viste panoramiche mozzafiato su Roma e i laghi vulcanici. La Fortezza Pontificia situata proprio nel punto più altro del paese è temporaneamente chiusa alle visite per cui ci risparmiamo la fatica. Girare per le viuzze del borgo non è semplice, le pendenze si fanno sentire, e gli spazi sono stretti. Tassativo l’uso del #Triride. Ci fermiamo in zona del nuovo parcheggio multipiano, (che non ho usato). Ci avviamo per le stradine abbastanza sconnesse, dove i freni del Triride vengono messi alla prova ed ammiriamo alcuni dei piccoli “Murales” del centro storico che raccontano della vita e delle tradizioni locali. Arriviamo alla Parrocchiale di Santa Maria Assunta, che troviamo aperta ma contrariamente alle indicazioni, non accessibile a causa di un alto gradino sia in entrata che uscita. Una chiesa bella che al proprio interno conserva due opere che richiamano le più famose esposte nella Cattedrale di San Pietro in Roma, (la Gloria del Bernini e la Pietà di Michelangelo). Percorriamo a piedi la via Duomo, arrivando ad un altro punto panoramico, poi rientriamo in centro scendendo un po’ lungo il centralissimo Corso della Costituente, poi però ci ricordiamo di dover risalire per cui torniamo verso l’auto. Prima di salire in auto una tappa al Caffè Carpino, che segnaliamo per l’ospitalità della proprietaria che ci ha raccontato un po’ di cose locali e che ci ha suggerito la tappa anche al Santuario della Madonna del Tufo (chiesa giubilare durante l’anno santo) edificato a seguito di un miracolo nel 1490. All’interno del santuario è custodito un masso di tufo di 150 quintali che si fermò miracolosamente risparmiando un viandante. Il santuario è situato di fronte a un “balcone” panoramico sul Lago Albano.

Proseguiamo il nostro tour dei Castelli Romani e con pochi minuti di strada arriviamo a Nemi dove per prima cosa facciamo i conti con la difficoltà di parcheggiare. Superata questa difficoltà passeggiamo per il paesino che si affaccia proprio sopra il secondo lago dei Castelli Romani, che prende il nome proprio da questo borgo. Corso Vittorio Emanuele è la via principale sulla quale si affacciano vari locali per turisti e dove è doveroso gustare una delle loro specialità, forse la prima del paese, le “Tartellette” (comunemente crostatine) una base di friabile pasta frolla con un ricco strato di crema pasticcera ed una generosa copertura di fresche fragoline di bosco di Nemi, piccole e profumatissime. Raggiungiamo prima la Terrazza panoramica sul Lago di Nemi, merita davvero, dove è stata posata anche una statua a ricordo di Gabriele D’Annunzio che dedicò la poesia “Sul lago di Nemi”. Ci spostiamo ancora di poco, passiamo sotto la porta di Torre Saracena per affacciarci alla Terrazza degli innamorati, altro punto panoramico spettacolare che domina il sottostante lago di Nemi.  Tornando verso il parcheggio non manchiamo di visitare il Santuario del Crocifisso che per spiritualità e bellezza viene considerato un punto di riferimento per il paese, peccato che anche questo non sia accessibile (gradini senza scivoli). Proprio accanto, impossibile non notarlo il “Roseto di Nemi” di cui si parla molto bene per essere nella bella stagione un’oasi di bellezza e profumo. Le rose sembrano essere di varietà diverse con colori e fragranze che creano un’atmosfera magica ed inoltre offre una vista mozzafiato sul lago di Nemi.

Ultima meta della giornata è Genzano di Roma, anche questo arroccato su uno dei colli che circonda il Lago di Nemi, dominato da una dimora storica imponente, il Palazzo Sforza Cesarini e dal relativo parco che troviamo chiuso.  Due le chiese che meriterebbero una visita, ma che troviamo chiuse, la Chiesa della Santissima Trinità e la Chiesa di S. Maria della Cima in puro stile barocco. Genzano di Roma è però famosa per la sua “Infiorata”. L’evento è notevole e si svolge in giugno in occasione del Corpus Domini. Intere strade vengono ricoperte da quadri realizzati con petali di fiori.  Lasciamo il centro paese e scendiamo sino in riva al Lago di Nemi di cui gustiamo un po’ di natura e tranquillità, e dove è anche posizionato il Museo delle Navi Romane, che personalmente mi sembrava chiuso ed in ristrutturazione.

Beh è arrivato il momento di concederci un capriccio locale. Andiamo sulle rive del Lago di Albano, proprio sotto Castel Gandolfo e adocchiamo uno dei localini aperti perché ci siamo meritati una pausa ristorativa. Un buon aperitivo degustando anche un piattino di porchetta di Ariccia calda. Beh che dire … ne valeva la pena.
La sera, dopo una giornata a girovagare, la trascorriamo in albergo, tranquilli, anche perché il giorno dopo si presenta come bello impegnativo.

02.01.2026 La mattina dopo salutiamo l’Hotel degli Angeli. Ci dirigiamo come prima tappa a Palazzo Pontificio (detto anche Palazzo Apostolico), di Castel Gandolfo dove riusciamo a parcheggiare proprio accanto. È la storica residenza estiva dei Papi che, per volontà di Papa Francesco, è stata trasformata in polo museale aperto al pubblico.  Il tempo è incerto per cui optiamo di visitare i giardini del palazzo prima di entrare al coperto, e anche qui col Triride è uno spasso. Poi passiamo alla visita delle varie sale, quelle al primo piano dedicate all’area museale, alla storia del palazzo e dei Papi che hanno guidato la chiesa di Roma per poi salire al secondo piano con l’appartamento pontificio e le varie sale di rappresentanza (davvero notevoli).  … e un paio di orette sono volate via.

Inizia ora la nostra operazione rientro che però prevede una ulteriore tappa, precisamente a Tivoli per visitare direttamente nel pomeriggio Villa Adriana e l’indomani mattina Villa d’Este.
All’ingresso di Villa Adriana, ho il piacere di incrociare due miei ex colleghi d’ufficio, Stefano e Marzia, quest’ultima oltre a portare il mio stesso cognome è una appassionata viaggiatrice. Un abbraccio, un sorriso, una foto e poi avanti ognuno per la propria strada. Informazione di servizio: a Villa Adriana i titolari di permesso CUDE possono entrare con l’auto sino al “Plastico”, ci si risparmia un tratto in salita di circa 400mt.

Villa Adriana a Tivoli è un eccezionale complesso archeologico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1999. Fu la lussuosa residenza dell’imperatore Adriano, costruita tra il 118 e il 138 d.C. Il complesso si estende per circa 120 ettari e include palazzi, terme, teatri, templi e giardini. La villa mostra un uso avanzato di tecniche di costruzione e ingegneria idraulica, con numerosi giochi d’acqua e fontane e riflette i numerosi viaggi dell’imperatore Adriano, ricreando luoghi e stili ammirati nel mondo mediterraneo, come ad Atene e Alessandria d’Egitto. 
Arriva purtroppo anche la temuta pioggia, ma siamo preparati ad affrontarla senza battere paurosamente in ritirata, ma il percorso viene un pochino accorciato.
Lasciamo la location storica e saliamo in centro per un breve ristoro e per individuare l’ingresso di Villa D’este per il giorno dopo. Per la notte abbiamo prenotato una stanza, all’Hotel Cristallo (non lontani da Villa Adriana) che è dotato di camere accessibili e con attiguo un servizio ristorante che abbiamo trovato buono.

03.01.2026 La mia ultima mattina nella zona dei Castelli Romani viene dedicata alla visita di Villa d’Este collocata proprio nel cuore di Tivoli. Si suggerisce di trovare posto auto nel parcheggio accanto alla centralissima Piazza Garibaldi. Da lì si prosegue a piedi ma la distanza è breve.
Note tecnico operative per la visita in carrozzina a Villa D’Este: la visita ai giardini è davvero impegnativa per le persone in carrozzina, suggerisco per chi può e riesce di prenotare la “golf car”, io ero col mio Triride, (non avevo l’MTW), ma le pendenze con la pavimentazione a tratti lucida per di più bagnata a causa vuoi dell’ambiente umido (siamo immersi nel verde con tante fontane, poi la notta ha pure piovuto abbondantemente) hanno reso la mia risalita davvero difficoltosa, (anche in retromarcia, per gli addetti ai lavori),  tanto da accogliere di buon grando una paio di belle spinte. La visita ai giardini è accessibile direi oltre l’80%. All’interno del palazzo ci sono anche servizi igienici accessibili e un punto ristoro. Attenzione anche alla biglietteria, se non lo chiedete non vi proporranno alcuno sconto ingresso, né per gli over, né per disabili, dicono essere istruzioni della direzione per non violare privacy.
Dopo tutte queste istruzioni, vi dico semplicemente … se potete … non perdete la visita a questa villa.
Villa d’Este è Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO dal 2001, è uno dei simboli più eccelsi del Rinascimento italiano. Fu commissionata nel XVI secolo dal cardinale Ippolito II d’Este e progettata dall’architetto Pirro Ligorio.
Il palazzo è rinomato per le sue sale sfarzosamente affrescate che celebrano la storia della famiglia d’Este, (ma non hanno arredi), mentre il Giardino delle Meraviglie è un capolavoro di ingegneria idraulica, infatti le sue numerose fontane funzionano esclusivamente per pressione naturale, sfruttando le acque del fiume Aniene. Le principali attrazioni:

  1. Viale delle Cento Fontane: Un suggestivo percorso fiancheggiato da tre ordini di fontane che rappresentano i fiumi locali.
  2. Fontana dell’Organo: Famosa per il suo meccanismo idraulico che permette di suonare musica rinascimentale a orari prefissati.
  3. Fontana dell’Ovato (o Regina delle Fontane): Una scenografica vasca semicircolare con una cascata che crea un effetto di teatro d’acqua.
  4. Fontana di Nettuno: La più imponente e moderna (restaurata nel XX secolo), con grandi vasche che si riflettono in ampi specchi d’acqua.
  5. Fontana dei Draghi: Situata al centro del parco, fu costruita in tempi record in onore di una visita di Papa Gregorio XIII.

Con questa visita si concludono le nostre giornate nella zona dei Castelli Romani e Tivoli, ma il ritorno, contrariamente all’andata risulterà molto più lento e trafficato.
Grazia alla mia dolce metà Lina, immancabilmente al mio fianco.

ndr: le immagini erano numerose, è stato necessario ridurne il numero