«A fronte della proroga di bonus più o meno discutibili, proprio su questo si è pensato di fare cassa?»: lo scrive Claudio Calligaris, a proposito della mancata proroga, nel Disegno di Legge di Bilancio per il 2026, del “Bonus Barriere Architettoniche al 75%” e auspica sul tema un forte intervento delle Associazioni di persone con disabilità, delle organizzazioni sindacali dei pensionati, della Ministra per le Disabilità e dei Parlamentari che si occupano di questi argomenti.
Brutte, anzi bruttissime notizie per chi sperava in un rinnovo del Bonus Barriere Architettoniche al 75%. Introdotto nel 2022 e successivamente prorogato, quel provvedimento, infatti, è giunto ora alla fase finale, se è vero che il Disegno di Legge per il Bilancio 2026 (AS 1689), approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre scorso, non prevede alcuna proroga. Tradotto, dal 1° gennaio 2026 questa agevolazione non esisterà più, a meno di un auspicabile, quanto necessario, ripensamento.
In extremis, chi intendesse usufruirne ha tempo fino a fine anno per avviare le pratiche. Dopo quella data si passerà alle detrazioni standard previste per il 2026, molto meno vantaggiose.
Proviamo dunque a riassumere la situazione. Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% consentiva di recuperare appunto fino al 75% delle spese sostenute per interventi edilizi volti ad eliminare ostacoli alla mobilità. L’obiettivo era chiaro, permettere cioè a persone anziane, con disabilità o in generale con difficoltà motorie di muoversi in casa in sicurezza, senza barriere fisiche.
Erano ammesse spese per installazione di montascale a poltroncina o a piattaforma, ideali per superare le scale in sicurezza all’interno o all’esterno dell’abitazione, miniascensori e piattaforme elevatrici, pensati per collegare più piani in edifici privati o condominiali anche dove lo spazio è limitato e ristrutturazioni finalizzate alla mobilità, come installazione di rampe o eliminazione di gradini o dislivelli che impediscono il passaggio. Come detto, la detrazione spettava nella misura del 75% dell’importo speso, con dei tetti massimi di spesa e il recupero avveniva in 10 rate annuali.
Adesso, quindi, che succederà, a meno di un cambio di rotta?
La cattiva notizia, come detto inizialmente, è che non vi sarà alcuna proroga per il 2026. Quella buona è che esistono ancora alcune agevolazioni attive, meno vantaggiose, che possono coprire una quota delle spese legate all’installazione di ausili per la mobilità domestica. Nel 2026, infatti, resterà attivo il Bonus Ristrutturazioni, confermando, per ora, le aliquote del 2025, ossia:
° Detrazione del 50% per interventi sulla “prima casa” (abitazione principale).
° Detrazione del 36% per interventi sulle “seconde case”.
L’agevolazione consente di detrarre le spese per interventi edilizi (fino a 96.000 euro per unità immobiliare), inclusa l’installazione di ausili alla mobilità, come sopra elencati e la detrazione è ripartita in 10 rate annuali.
Oltre al Bonus Ristrutturazioni, resta poi disponibile la possibilità di usufruire dell’IVA ridotta al 4% per l’acquisto e l’installazione di diversi ausili per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questa agevolazione si applica, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, previa presentazione di un’apposita documentazione tecnica ai prodotti che erano ammessi alla detrazione al 75%, precedentemente indicati.
La conclusione non può che essere di estrema amarezza: a fronte della proroga di bonus più o meno discutibili, proprio su questo si è pensato di fare cassa? Senza ricorrere ad affermazioni gridate o altro, è difficile non dirsi indignati di fronte ad un simile provvedimento.
Auspichiamo pertanto un forte intervento delle Associazioni di persone con disabilità, e anche delle organizzazioni sindacali dei pensionati, in quanto rappresentanti delle persone anziane, e in primo luogo della Ministra per le Disabilità e dei Parlamentari che si occupano di questi argomenti affinché sia permanentemente mantenuta questa agevolazione in favore delle persone con disabilità motorie, ma anche delle persone anziane. Noi non staremo zitti.
fonte Claudio Calligaris, Presidente dell’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia.

