Nuovo regolamento Ue sull’accessibilità dei voli per passeggeri con disabilità. «Passo avanti, ma i diritti restano incompleti»

Dal coordinamento nazionale famiglie con disabilità: «La novità è positiva, ma il pieno esercizio delle pari opportunità è ancora lontano». Cosa cambia davvero e cosa invece rimane irrisolto.

Viaggiare in aereo per una persona con disabilità motoria continua a essere un percorso ad ostacoli: la maggior parte degli aeromobili non dispone di servizi igienici accessibili, gli ausili vengono talvolta smarriti, e non mancano i casi in cui una carrozzina elettronica viene danneggiata senza che la compagnia provveda alla sostituzione, lasciando il passeggero a sostenere costi ingenti. Situazioni che, fino ad oggi, hanno limitato la libertà di movimento di molti viaggiatori. Per affrontare queste criticità, il Consiglio Europeo e il Parlamento Ue hanno approvato il 15 giugno — in via provvisoria, in attesa dell’adozione formale — l’aggiornamento del regolamento sui diritti dei passeggeri con disabilità. Il testo introduce alcune novità rilevanti.

Tra le modifiche, spicca l’obbligo per le compagnie aeree di rimborsare integralmente la sostituzione degli ausili per la mobilità smarriti o danneggiati, oltre al risarcimento in caso di ferimento dei cani da assistenza. Viene inoltre riconosciuto il diritto al rimborso e alla riprogrammazione del volo per i passeggeri con disabilità che perdono l’aereo a causa di ritardi o mancanza dell’assistenza prevista. Le persone con mobilità ridotta potranno sedere accanto ai propri accompagnatori senza costi aggiuntivi. Sarà vietato negare l’imbarco a passeggeri con disabilità motoria — così come alle donne in gravidanza — e sarà possibile viaggiare con i propri ausili senza dover pagare assicurazioni supplementari.

Il nuovo regolamento è stato definito un «importante miglioramento» dall’European Disability Forum (EDF), la principale organizzazione europea per i diritti delle persone con disabilità. L’EDF segue da anni il tema dell’accessibilità nel trasporto aereo e, nel suo Rapporto 2025, segnala che «il 70% dei viaggiatori con disabilità ha subito discriminazioni durante l’imbarco, il volo o l’arrivo». L’organizzazione chiede ora che Consiglio e Parlamento rendano operativo il testo «nel più breve tempo possibile».

Per Alessandro Chiarini, presidente del Coordinamento nazionale famiglie con disabilità, «la notizia è positiva, ma il pieno esercizio delle pari opportunità è ancora lontano: il diritto a volare senza discriminazioni non coincide con un’esperienza realmente accessibile e sicura». Chiarini ricorda che «la normativa Ue già prevede assistenza gratuita, ma questo non basta quando vengono richiesti accompagnatori a pagamento o addirittura biglietti doppi. In questi casi i diritti sanciti restano sulla carta». Le criticità, aggiunge, sono ancora numerose: «rifiuti all’imbarco, prenotazioni complicate, informazioni poco accessibili e danni agli ausili che trasformano il viaggio in un rischio, se non in un incubo». I dati più recenti confermano che la discriminazione è tutt’altro che episodica: la maggioranza delle persone con disabilità in Europa dichiara di averla subita.

«Serve una revisione più incisiva, con responsabilità piena delle compagnie e sanzioni efficaci contro ogni ostacolo all’autonomia di viaggio», conclude Chiarini. «Molti rinunciano ancora prima di provare a organizzare un volo».

Sul tema interviene anche Giulia Lamarca, attivista e travel blogger seguita da oltre 800mila persone. Nel 2023 aveva denunciato pubblicamente un episodio in cui «mio marito è stato costretto a prendermi in braccio per scendere dall’aereo perché nessun operatore voleva assumersi la responsabilità». Per Lamarca, «questa non è una semplice modifica normativa: è il riconoscimento di qualcosa che avrebbe dovuto essere ovvio da sempre. La libertà di muoversi non dovrebbe dipendere dalla condizione fisica». Chi viaggia in carrozzina, spiega, parte spesso con una preoccupazione in più: «La carrozzina arriverà integra? Ci sarà assistenza? Riuscirò a salire senza problemi?». Per questo, «sapere che vengono rafforzate tutele concrete è una bellissima notizia: l’accessibilità non è un privilegio, è un diritto». E aggiunge: «Il prossimo passo deve essere rendere più confortevole il viaggio, con posti realmente adeguati alle esigenze dei passeggeri con mobilità ridotta».

Le testimonianze raccolte da ilfattoquotidiano.it confermano che le criticità sono diffuse. Vincenza, madre di Arianna, racconta una «esperienza terribile» sulla tratta Palermo–Roma: «L’assistenza è stata lesiva della dignità di mia figlia. Abbiamo dovuto minacciare di bloccare la partenza per ottenere un posto adeguato alla sua fragilità». Elena, madre di Francesca, ricorda invece quanto accaduto allo scalo di Pisa: «Ci fecero salire con mia figlia in braccio perché l’ascensore era guasto, ma si offrirono di aiutarci con i bagagli». Nell’ultimo viaggio, aggiunge, «ci hanno fatto salire per ultimi e ci hanno detto che il disabile deve stare al finestrino. Ma per chi non si muove in autonomia scavalcare due sedili è impossibile. Speriamo che con le nuove regole tutto questo finisca».