Bologna Aprile 2026

Arriviamo a Bologna l’ultimo giorno di una importante manifestazione fieristica, la EXPO SANITA’ 2026, che si è svolta nella città Felsinea (sinonimo storico di “bolognese”) dal 22 al 24 Aprile 2026. Per me, utilizzatore di @Triride da oltre 10 anni, era una grande curiosità per visitare il loro stand, informarmi sulle ultime novità e salutare il titolare @Gianni Conte  ed il suo staff presente in fiera sempre pronti per qualche manutenzione al volo. 
Mi sono girato tutto il padiglione ausili, curiosando fra quelli per automobili invece che per la mobilità in casa. Mi è piaciuto, e spero di poterci tornare anche per le prossime edizioni.

Cogliendo al volo un suggerimento/richiesta della mia dolce metà Lina, (non farlo mi avrebbe esposto a qualche reprimenda), prendo una camera poco lontano dalla fiera, e nel tardo pomeriggio ci inoltriamo in centro. Occhio!!! è tutta ZTL non ancora aderente alla piattaforma nazionale CUDE per cui è necessario contattare il comando polizia urbana.
Siamo stati fortunati col parcheggio, arriviamo vicini a Piazza Maggiore, che da non conoscitore di Bologna e della sua storia, pensavo fosse quella che Lucio Dalla in una sua famosissima canzone chiamò Piazza Grande, ma sembra non essere così, sembra invece essere Piazza Cavour quella che il cantautore citava con le sue parole “dormo sull’erba ed ho molti amici intorno a me sulle panchini in Piazza Grande”, infatti Piazza Maggiore è tutta pavimentata, Piazza Cavour ha molto verde.

In Piazza Maggiore arriviamo con il sole al tramonto ed i riflessi della sua luce la illuminano in modo spettacolare. Nella piazza padroneggia la Basilica di San Petronio, una delle chiese più grandi del mondo e la sua facciata è rimasta celebre per essere incompiuta, divisa a metà tra il marmo della base e il mattone grezzo della parte superiore, poi Palazzo d’Accursio (Palazzo Comunale) la storica sede del Comune. È un complesso di edifici che include la Torre dell’Orologio; di fronte alla Basilica c’è Palazzo del Podestà, che è  il palazzo più antico della piazza (1201), celebre anche per il suo “Voltone”, una galleria sotto la torre dove avviene un curioso fenomeno acustico: parlando a bassa voce verso uno dei quattro angoli, si viene sentiti chiaramente da chi si trova all’angolo opposto;  Palazzo dei Banchi è riconoscibile per la sua elegante facciata porticata, il cui nome deriva dai “banchi” dei cambiavalute che qui operavano. Da sotto il suo portico si accede al Quadrilatero, l’antico mercato della città, viuzze talvolta affollate dove non è nemmeno semplice muoversi; per finire accanto alla Basilica c’è il Palazzo dei Notai, che era la sede della potente corporazione dei notai.

Percorrendo la Piazza Re Enzo, che prende il nome dall’omonimo palazzo che la sovrasta, arriviamo su via Rizzoli, che credo venga pedonalizzata nei giorni festivi (il giorno dopo era il 25 aprile e la via era invasa da pedoni e turisti), raggiungiamo le 2 torri più famose di Bologna, la Torre degli Asinelli (la più alta 97 mt circa) e la Torre della Garisenda, quella molto più bassa e sotto stretto monitoraggio per un aggravamento della pendenza, (sono in corso importanti lavori di messa in sicurezza). Da li a pochi metri si arriva in Piazza della Mercanzia ed anche in questo caso a dare il nome alla piazza è l’omonimo palazzo, uno degli edifici più iconici e fotografati di Bologna per il suo inconfondibile stile gotico in mattoni rossi e marmo bianco.

Continuiamo a passeggiare per le vie del centro, incrociando amici #Tririders anche loro in giro per Bologna dopo aver visitato la fiera nel pomeriggio. Camminiamo sotto tratti di quei porticati  che hanno reso famoso il centro storico di questa città (in centro sono circa 40 km e sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO), costeggiamo la precitata Piazza Cavour per attraversare poi Piazza Galvani (sul retro della Basilica) e torniamo in Piazza Maggiore dove orma si è fatto buio e ammirandola con l’illuminazione notturna che la rende particolare, apprezziamo anche la numerosa presenza di giovani e di qualche musicista di strada che intrattiene i visitatori, noi compresi. A pochi passi la Piazza del Nettuno con l’omonima fontana e con l’altra facciata, molto bella, del Palazzo di Re Enzo.

Andiamo a riposare e la mattina seguente (25 Aprile Bologna è invasa da turisti, con qualche luogo chiuso per manifestazione celebrativa). Ci raggiunge nostro nipote Alberto che ci accompagna per una giornata in città. Purtroppo non riusciamo a visita la Biblioteca Salaborsa per i motivi appena esposti, ed allora entriamo nella Basilica di San Petronio al cui interno fra altre cose possiamo ammirare la Cappella Bolognini detta anche dei Re Magi, considerata uno dei tesori artistici più preziosi di Bologna. La Basilica ospita anche una delle meraviglie scientifiche più affascinanti d’Europa: la Meridiana di Cassini, che detiene il record di meridiana coperta più lunga del mondo.
Entriamo poi nel Palazzo dell’Archiginnasio, è uno dei palazzi più belli di Bologna, costruito per riunire in un unico luogo le scuole dell’Università (che prima erano sparse per la città), famoso anche per i suoi portici infiniti e per gli oltre 6.000 stemmi araldici che decorano le pareti. Il suo vero gioiello è il Teatro Anatomico, costruito in legno d’abete ha la forma di un anfiteatro, al centro si trova ancora il tavolo in marmo dove avvenivano le dissezioni dei cadaveri per le lezioni di anatomia. Gli studenti e i curiosi assistevano seduti sugli spalti di legno.  L’elemento più iconico sono le due statue lignee che sorreggono il baldacchino della cattedra del lettore (il professore) e sono chiamate gli “Spellati” perché rappresentano il corpo umano privo della pelle. Accanto troviamo La Sala dello Stabat Mater è l’aula più solenne e maestosa del Palazzo.
L’ingresso accessibile per raggiungere queste sale ed il Museo Civico Archeologico è attraverso la Biblioteca Comunale, è la biblioteca civile più importante d’Italia per consistenza patrimoniale, le sale sono monumentali, decorate con migliaia di stemmi studenteschi.

Ci dirigiamo poi in Piazza Santo Stefano e visitiamo la Basilica (io molto poco per ovvie barriere non eliminabili), Non è una chiesa, ma un groviglio di sette chiese nate una sopra l’altra conosciuta anche come  “le Sette Chiese”. Già la piazza ha una forma strana, a triangolare, ed è tutta fatta di ciottoli che in carrozzina ti fanno vibrare tutto. Quando entri è tutto mattoni nudi, pietra e legno scuro, passi da una stanza all’altra e l’atmosfera cambia. Un momento sei in una chiesa rotonda che sembra un tempio antico, un attimo dopo sbuchi in un cortile all’aperto che è un’oasi di silenzio assoluto.

La pausa pranzo è ricca ed abbondante con i prodotti locali e non.
Siamo vicini e visitiamo anche noi la “Piccola Venezia” una piccola finestrella sul Canale di Reno (fino al Novecento, Bologna era una città attraversata da una fitta rete di canali, molti dei quali oggi scorrono nascosti sotto l’asfalto). Anche noi, come tutti i numerosi turisti in zona non ci sottraiamo al rito del “apri e chiudi” la finestrella, ed in effetti quello che appare, le case medievali che si affacciano direttamente sull’acqua, con le fondamenta immerse nel canale, con le piccole finestre e i balconcini ricordano inevitabilmente le calli veneziane.

Visitiamo poi Il Quadrilatero, l’antico cuore pulsante del commercio bolognese, situato proprio accanto a Piazza Maggiore. È un reticolo di vicoli medievali dove da secoli si concentra il mercato della città, oggi invaso da locali che propongono i loro piatti, aperitivi e quant’altro, con tanta gente. In questi vicoli è nascosto anche il Santuario di Santa Maria della Vita la cui cupola si ammira dalla Piazza Maggiore ed al suo interno racchiude capolavori d’arte considerati di notevole spessore.
Ci rimane un’ultima tappa prima di intraprendere la via del ritorno: il Santuario Madonna di San Luca è uno dei simboli più amati di Bologna, costruito in stile barocco sul Colle della Guardia a circa 300 metri di altitudine. Una delle opzioni per raggiungere il Santuario dal centro città è quello di percorre un portico monumentale unico e il più lungo al mondo (3.796 mt). Le salite e le scale non mancano di certo, ma è accessibile e per gli appassionati si può salire anche sulla cupola da dove ammirare un panorama a tutto tondo, senza confini.

Concludo ringraziando come sempre la mia dolce metà Lina, e nostro nipote Alberto per la sua compagnia.

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